Approfondimenti

LE ARMI DELLA GUERRA AUSTRO-NAPOLETANA

Riportiamo il saggio di Alfredo Bartocci sulle armi leggere in dotazione agli eserciti che si fronteggiarono durante la guerra e perciò anche nella battaglia di Occhiobello del 1815.

LE ARMI AUSTRIACHE

Gli Austriaci erano dotati delle loro armi a pietra focaia ormai tradizionali per essere di concezione e linea originali non influenzate da modelli consimili stranieri. Si trattava di modelli un po’ vecchiotti, in via di sostituzione, ma che avevano dato buona prova nelle campagne napoleoniche.

I vari Corpi avevano in dotazione:

  • FANTERIA
    Fucile modello 1798 (1808), cal. 17,6, lungo cm. 150, pesante Kg. 4,3. Gli ufficiali dei corpi a piedi avevano la pistola mod. 1809, la sciabola pure mod. 1809 e la spada (Degen) mod. 1811 era usata in particolare dagli ufficiali superiori, mentre la truppa aveva in dotazione la sciabola mod. 1784 con la lama ricurva lunga cm. 53 (Fusiliersabel), tipica per avere l’impugnatura senza l’arco di guardia.
  • CACCIATORI TIROLESI
    Erano dotati della famosa carabina mod. 1807 (detta “stutzen”) a canna rigata cal. 13,9, lunga cm. 105, pesante Kg. 3,550 senza baionetta, una delle armi più belle costruite in Austria, dotata della caratteristica bacchetta con grosso pomo in legno da portarsi al fianco o da lasciare nella canna ad evitare il penetrarvi di sporcizia nei momenti di riposo. Una lunga sciabola-baionetta completava l’arma ed esimeva queste truppe speciali dal portare la sciabola da fanteria.
  • CAVALLERIA
    Armi di vario tipo, che per la truppa erano:
    a) Cavalleria Leggera: carabina mod. 1798 detta “da Ussaro”, calibro 17,6, lunghezza totale cm. 85,2, peso Kg. 2,52;
    b) Dragoni: carabina da dragone mod. 1798, calibro 17,6, lunghezza cm. 123,5, peso Kg. 3,25. Per tutti era in uso la pistola da cavalleria mod. 1798 cal. 17,6, lunghezza cm. 47,4, peso Kg. 1,3. La sciabola per gli Ussari era a lama curva (tipica per quest’arma) mod. 1803 lunga cm. 84 e per i Dragoni, con ogni probabilità, il mod. 1803 a lama diritta (Pallasch) con lama di cm. 84,5. Gli ufficiali usavano le pistole da truppa e sciabole a seconda dei casi alla ussara o a lama diritta, naturalmente di fattura più raffinata.
  • ARTIGLIERIA
    Sciabola da artiglieria e minatori mod. 1805 con impugnatura in ottone.
  • PONTIERI
    Sciabola da pantonieri mod. 1764 con lama dal dorso a sega o sciabola da pionere mod. 1807, sempre con lama a sega. Come arma da fuoco entrambi i corpi avevano in dotazione la vecchia carabina 1772, sostituita proprio nell’anno della battaglia con il fucile modello 1815 per artiglieria e per zappatori. Gli Ufficiali di entrambi i corpi avevano la spada mod. 1811 e la vecchia pistola mod. 1772, cal. 14,8, lunga cm. 48,5 e pesante kg. 1,9.
LE ARMI NAPOLETANE

Se l’identificazione dei vari tipi di armi bianche e da fuoco in dotazione agli austriaci é stata relativamente facile, altrettanto non si può dire riguardo l’armamento napoletano, non tanto per la tipologia (che si rifaceva quasi tutta ai modelli francesi) quanto per i luoghi e le manifatture
di fabbricazione.
A Napoli la “Manifattura Reale” di Torre Annunziata aveva cominciato a produrre armi di tipo francese solo a partire dal 1810 e la produzione non fu mai sufficiente a coprire il fabbisogno dell’Armata. Fra il 1810 ed il 1815 vennero infatti incamerate varie armi francesi ed anche poco prima dell’entrata in campagna, nel 1815, Murat riuscì a farsi fornire ben 8.000 fucili e 4.000 sciabole fabbricate a Brescia, acquistandole dalla ditta Barison di Milano col consenso degli austriaci, che ancora non erano suoi nemici.
Si trattava probabilmente di un “surplus” di un ordinativo di armi del regno ltalico non ritirato presso il fabbricante alla caduta del regime napoleonico (vedi in bibl. De Vita). Prima del 1810 Murat aveva ottenuto di poter acquistare 10.000 fucili fabbricati nella Manifattura Reale di Torino (v. bibl. Crociani—Brandani); doveva trattarsi di fucili lunghi da fanteria.
In conclusione, poiché le armi fabbricate in diverse manifatture presentano sempre leggere diffe-renze, noi daremo per ogni tipo solo delle indicazioni di base, che comunque saranno sufficienti a fornire un quadro abbastanza esatto dell’armamento individuale dei vari Corpi napoletani presenti nella guerra austro-napoletana nel 1815.

  • FANTERIA
    La truppa era dotata del fucile lungo (su modello francese 1777 corretto anno IX) di varie fabbricazioni (detto a Napoli da 38 0 49 pollici, senza misura della canna) lungo dai 147 ai 150 cm. Con canna calibro 17,7 – lunga dai 108 ai 112 cm. Con fornimenti in ferro.
    Assieme alla baionetta ” a ghiera” veniva portata la sciabola da fanteria, simile al “briquet” francese mod. anno IX 0 anno XIII con fornimento in ottone monoelsa.
  • CAVALLERIA LEGGERA
    Aveva in dotazione il tipico “moschetto da 22 pollici” che somigliava molto all’originario moschetto francese da ussari modd. 1786, pero spesso privo di bacchetta e costruito anche a Napoli in dimensioni un po’ ridotte. La sua lunghezza era infatti di cm. 96,5 con canna di cm. 59,5 brunita. Fornimenti in ottone.
    La pistola da cavalleria altro non era se non la pistola francese “mod. anno XIII” senza barchetta e con fornimenti in ottone.
    Queste armi risultano quasi tutte costruite a Napoli, con canna da 22 pollici (cm. 20) cal. 17,1 e lunghezza totale di cm. 35,5. Gli armamenti di lancia (mod. 1813) avevano in dotazione solo le pistole e sciabole.
    Le sciabole erano di due modelli fondamentali: quelle monoelsa “alla ussara” tutte montate in ferro e quelle da cavalleria leggera con fornimento in ottone a più rami. Tutte avevano la lama curva ed anche i modelli da ufficiale erano simili, ma più curati, specie nelle lame.
  • CAVALLERIA PESANTE
    Della Divisione Cavalleria della Guardia facevano parte 200 corazzieri armati con una coppia di pistole da cavalleria del tipo già descritto e con uno spadone a lama diritta con fornimento a 4 else, in ottone e fodero in cuoio nero con fornimenti in ottone e bottone del puntale in ferro. E’ il modello francese anno XIII per dragoni, lunghezza totale cm. 1 12, della lama cm. 97,5. Armi simili, con leggere varianti al fornimento, erano usate anche dalla Gendarmeria a cavallo.
  • GENDARMERIA
    Sia i Gendarmi a piedi che quelli a cavallo usavano un moschettone con canna da 22 pollici (cm. 75,8) lungo in totale cm. 114,5 usato anche dagli Zappatori.
    La pistola da gendarmeria, con canna da 4 pollici e 9 linee (cm. 128), era simile a quella francese mod. anno IX lunga in totale cm. 25 e montata tutta in ferro.
    Infine bisogna ricordare, fra i tantissimi tipi, le belle sciabole da ufficiale con fornimento detto “a guardia di battaglia” e le splendide scimitarre “all’orientale” usate dagli ufficiali superiori, dai generali e dallo stesso Re.
    —————–
    La precisione di queste armi era molto relativa, al punto che già da un centinaio di metri era piuttosto problematico colpire un uomo isolato, la loro grande efficacia derivava dalla cadenza delle salve tirate da interi reparti, schierati spalla a spalla. L’alta cadenza di tiro era ottenuta con continui esercizi che portavano i soldati a ripetere tutta la complessa manovra di caricamento in modo automatico, permettendo loro di tirare lino a quattro colpi al minuto.

Testo di Alfredo Bartocci, tratto da La battaglia di Tolentino edito dall’Associazione Tolentino 815 per gentile concessione dell’editore.

Bibliografia essenziale
– ALOJA: L’esercito di Murat – Surago 1990
– CROCIANI-BRANDANI: La Cavalleria di linea di Murat – Roma 1978
– DE VITA C.: Catalogo mostra: Dagli Eserciti preunitari all’esercito Italiano (da pag.32) – Roma 1984
– FIORENT1NO-BOERI L’esercito napoletano del 1832 – Napoli 1983
– TONELLI T.: Articoli vari in Diana Armi, dal 1986

Esercito napoletano
Esercito napoletano
Esercito napoletano
Esercito austriaco
Esercito austriaco
Esercito austriaco