Guglielmo Pepe

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(Squillace, 13 febbraio 1783 – Torino, 8 agosto 1855)

Allievo nella Scuola Militare Nunziatella, nel 1799 accorse a Napoli a difesa della Repubblica Partenopea. Catturato ed esiliato in Francia, entrò nell’esercito di Napoleone distinguendosi in molte battaglie, sia al servizio di Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, che di Gioacchino Murat, di cui divenne generale, combattendo sul Panaro. Prese parte alla rivoluzione napoletana del 1820, e fu sconfitto nella battaglia del Colle di Lesta dagli austriaci del generale Johann Maria Philipp Frimont (7 marzo 1821) e costretto all’esilio. Poi comandò il corpo spedito da Ferdinando II, che lo aveva amnistiato, contro gli austriaci nel 1848, impegnandosi nella difesa di Venezia affidatagli da Daniele Manin nel 1848 e 1849. Nuovamente sconfitto ed esiliato emigrò a Parigi quindi rientrò in Italia passando i suoi ultimi giorni a Torino. Fu una delle più nobili figure del Risorgimento italiano, impegnato nei movimenti repubblicani, e scrittore di numerosi libri per raccontare gli eventi ed esortare a lottare per l’Italia.